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Michele Roccotelli La camera delle meraviglie

Al centro di Bari, nel quartiere murattiano, in un vasto piano terra di un palazzo d’epoca con pavimento di lastroni di pietra e archi ribassati portanti troviamo il luogo magicodove l’artista dà vita alla sua fantasia creatrice. Un incredibile spazio denso di quadri, sculture, ceramiche, “mobile”, vecchie sedie dipinte, tele ancora bianche, barattoli e tubetti di colori, pennelli, il tutto in un ordinato affascinate disordine cheriempie gli occhi, il cuore e l’immaginario.

Michele Roccotelli La camera delle meraviglie
Stimola infinite curiosità, attrae lo sguardo e l’attenzione su ciascun oggetto appena plasmato o riciclato, su ciascuna tela di piccole o grandissime dimensioni che ti porta ad immergerti in un universo di colore, di cielo, di mare, di vegetazione, di astratto. E come descrivere le sue lezioni di pittura che si svolgono come irripetibili performances davanti agli occhi avidi e attoniti dei suoi allievi? Forse sull’eco del ricordo delle strabilianti raccolte principesche di oggetti preziosi del tempo che fu, con un audace accostamentoil giornalista e già direttore della Gazzetta del Mezzogiorno, Lino Patruno,ha definito quel laboratorioWunderkammer. Là, novello apprendista stregonealle prese con le sue magie con cui ridona nuova vita alle cose oppure crea dal nulla paesaggi o astratte suggestioni cromatiche, entusiasta, fuori dal mondo, completamente preso dalla spinta interiore e dall’idea che ha già maturato in sé e che si materializza in immagini e segni e cromatismi splendenti,lo vedidipingere, plasmare, rielaboraretegole e infissi fuori uso e creare nuovi attuali oggetti preziosi e circondarsene. Il grande Antonello Leone, scomparso a 99 anni a Napoli amava “risignificare” lattine e contenitori di detersivo nobilitandoli di nuova pregnanza estetica: così è nato “il gallo” di bronzo che domina ilBorgo Marinari dall’alto delle terrazze di Castel dell’Ovo. Roccotelli in Puglia riutilizza stipiti, imposte e coppi di terracotta, materiali di risultadi vecchie case dismesse, a incancellabile memoria del passato contadino della terra di origine: la sua Minervino Murge. Dunque quest’epoca che ha spinto le masse a consumare, gettare, rimodernare, sollecita la sensibilità degli artisti a recuperare quegli scarti e a trasformarli in pezzi d’arte. Con lo stupore ammirato

del fanciullo che tutto apprende e assorbe, ha scoperto i versi di Montale e vi si è voluto misurare sia con versi suoi sia con dipinti a quelli ispiraticon la stessa semplice umiltà con cui si è accostato a Picasso, Mirò, Calder…: l’umiltà di un grande maestro!Nel suo confronto con Montaleva sottolineato il distinguo tra il senso acre del vivere del poeta del Mediterraneo che riverbera il tormento dell’uomo del primo 900 e il senso positivo dell’esistere unito al sentimento panico di totale immersione nella natura che invece sono propri di Roccotelli. Egli infatti ha la peculiarità panteistica di immergersi di volta in volta completamente nel contesto naturale, urbano, ambientale o letterario in cui viene a trovarsi e di farsene riempire, assorbire, coinvolgere per poi rielaborare le esperienze e riproporle mediante forme espressive personalissime.
Le ispirazioni tratte da tante fonti e le tante tappe sono chiaramente leggibili e fortemente connotativedel suo vissuto esperienziale, aiutano a disegnarne la mappa del percorso artistico e delle tracce che vi sono state incise e al di là dell’estatica appassionata relazione di amore con l’elemento naturale, la sua sensibilitàumana lo fa soffermare sui pericoli causati dall’inquinamento che rischia di rovinarne la bellezza e l’integrità o sui dolorosi problemi dei migranti che attraversano il nostro mare. Non solo il suo laboratorio è la camera delle meraviglie,di cui abbiamo detto, ma lo sono anche la sua casa di Minervino dove vive un figlio, con porte finestre tavoli maioliche e pareti da lui completamente dipinti tanto che sembra di stare nella casa di Dalì a Cadaqués, e l’abitazione di Bari con i totem di ceramica, i piatti e i grandi pannelli astratti nel patio e all’interno i grandi quadri alle pareti e i piccoli dipinti iperrealistici degli inizi, che si presenta in piccolo un po’ sul tipo della casa-museo di Salvatore Emblema, ma che è invece una vera casa in cui vive la famiglia. Dovunque passa si riconoscono poi tracce del suo inconfondibile tratto: negli appartamenti degli amici, in grandi alberghi, persino in scenografie televisive come nel serial “Il sistema”. Eogni qualvolta che espone, la sua mostra diventa una nuova camera delle meraviglie che si apre davanti agli stupefatti visitatori. Tra i tanti luoghi d’Italia e del mondo in cui,sempre seguito dai suoi appassionati estimatori e collezionisti, ha riscosso grande successo: Parlamento Europeo a Bruxelles, Capri, Verona, Milano, Germania, Singapore, Dubai ecc, oltre naturalmente alla sua amata Puglia: Bari, Trani, Gallipoli, Foggia ecc., per lui, abitante di quello che fu il Regno per eccellenza,il “luogo delle meraviglie” è la capitale di quel Regno a cui,in funzione di un proficuo intercambio tra i due territori,artistie scienziati pugliesi, musicisti, pittori,da Paisiello a De Nittis a Cotugno,aspiravano come al centro della vita e della cultura dell’intero Sud. E il luogo simbolo era e rimane il castelloturrito affacciato sul mare: il Castel dell’Ovo. Già qualche anno fa, Roccotelli, felice, espose in pieno inverno in quel luogo mitico, e il sogno continuamente accarezzato era di tornarvi in un periodo più favorevole a godervi lo splendore della natura estiva, la stessa che risplende nella solarità dei suoi quadri; il sogno si è avverato grazie all’Assessore alla Cultura Nino Daniele, costantemente attento a tutti i fermenti culturali e artistici. Vi torna dunque con nuove opere e nuove creazioni per rendere, ancora e meglio, omaggio a questa meravigliosa città, tutt’oggi capitale morale di un Meridione che non ci sta più ad essere dimenticato e calpestato e che freme di aneliti creativi e di riscossa che gli consentano di valorizzare i propri talenti e le proprie infinite potenzialità. Napoli e la Puglia, un accostamento naturale e spontaneo che ha radici antiche nelle vicende storiche comuni e che si rinnova nella comune aspirazione ad un futuro più equo e promettente. Rinsaldare simbolicamente antichi legami significa recuperare una tradizione di collaborazione e di amicizia basata su valori e sentire comuni del nostro Meridione. Con questo spirito, infatti, la mostra di Napoli nel periodo natalizioverrà esposta a Foggia nel Palazzetto dell’Arte, Sala Grigia, per conto del Comune di quella città. Roccotelli, va detto,è sempre in attività: l’arte è la sua vita, quando non dipinge è come se sentisse sfuggire da sé le infinite possibilità di espressione che gli urgono dentro e che,esponendo, riesce a comunicare al resto del mondo. É un artista totale che riassume e attraversa nel suo operare l’intero panorama delle arti.Le varie fasi evolutive della sua attività creatrice, le trasformazioni stilistiche e le sperimentazioni si sono susseguite negli anni, perché Roccotelli ama sperimentare pur conservando le peculiarità espressive che gli sono proprie e che lo rendono ormai un vero caposcuola. Seguirne, in occasione di eventi espositivi in preparazione, le varie modalità espressive, le nuove tematiche affrontate, le soluzioni tecniche adoperate,è diventata per me una stimolante consuetudine in grado di offrirmi sempre nuove suggestioni e chiavi di lettura dell’ispirazione e degli stati d’animo dei suoi momenti creativi. E infatti, in quest’ultima fase, comprendente l’elaborazione di parte dei lavori presenti in mostra, le nuances cromatiche ci appaiono più addolcite e rarefatte e il lirismo delle composizioni più sottile e pregnante, le vele delle regate nel golfo di Napoli più surreali ed eteree come farfalle, le piastre di ceramica dipinte con effetti di maggiore espressionismo.Altrettanto interessante e motivante è estendere ogni volta a nuovi esperti o estimatori la condivisione dell’analisi del lavoro di Roccotelli così da creare ulteriori possibilità di scambi di idee e di opinioni che scaturiscono da differenti angolature di indagine e criteri di dibattito. Nella precedente occasioned’incontro al Castel dell’Ovo avemmo l’onore di ricevere i contributi del M° Gianni Pisani che, da artista, lo ha vivamente apprezzato e del critico Antonio Filippetti che ha poi curato un catalogo dei suoi lavori su Montale. In questa seconda mostra che, rispetto alla precedente si presenta nuova e diversa, ci hanno gentilmente e molto positivamente risposto Clementina Gily docente di Educazione all’Immagine della Federico II e Ugo Piscopo decano dei critici militanti.
Connubio arte-moda per il vernissage
In base al principio dell’unità delle arti, essendo finalmente desueta e superata l’antica distinzione tra arti maggior e arti minori, è possibile oggi apprezzare la bellezza dell’intero panorama delle espressioni artistiche nella sua completezza e nelle sue articolazioni e varietà. Il piacere di inglobare nelle arti visive la moda significa apprezzarne non solo e non più gli aspetti commerciali e di costume, quanto le valenze di performing art di una sfilata o di body art nell’abito scultura che avvolge il corpo della modella. Il coinvolgimento di Maria Mauro – Accademia della Moda -, in occasione del vernissage di Roccotelli in Castel dell’Ovo, rientra appunto in tale visione. L’Accademia è una fucina di talenti in cui tanti giovanissimi apprendono disegno, modellistica, taglio, cucito, storia del costume e della moda, portamento e tecniche di sfilata, tecnica della fotografia, per poi portare in giro competenze acquisite, versatilità affinate e vocazioni individuate grazie alla guida della loro maestra che seguono e attorniano continuamente. La stilista napoletana Maria Mauro nella sua carriera spazia dall’alta moda agli abiti da sposa, alla costumistica teatrale fino ad approdare alla moda di riciclo con cui la sua sfrenata fantasia si diletta nella costruzione di abiti-scultura realizzati assemblando con incredibile gusto e originalità i materiali più diversi e improbabili che esibisce con successo in innumerevoli défilé. L’incontro con Michele Roccotelli è dunque da considerare come un felice momento di fusione tra due forme affini di espressività: gli abiti che si accosteranno alle pitture e alle istallazioni, realizzati dalla Mauro in carta o in tessuto, si ispirano alcuni ai colori e alle immagini di lui, altri sono ricavati da carte appositamente dipinte dallo stesso artista. Sculture in movimento, dunque, oppure immobili accanto alle altre, a riverberare ed ampliare l’effetto di meraviglia dell’intera mostra, di cui anche la musica e il canto saranno parte integrante per un omaggio congiunto alla Puglia e a Napoli.
Yvonne Carbonaro
Michele Roccotelli e La Camera delle Meraviglie
E’stata inaugurata a Napoli, il 16 settembre in Castel dell’Ovo, promossa dall’Assessore alla Cultura Nino Daniele, e dalla Sindaca di Minervino Murge Lalla Mancini, la mostra di Michele Roccotelli “La Camera delle Meraviglie”.
Sonogià alcuni anni che, a cura di Yvonne Carbonaro, possiamo ammirare con più frequenza le opere pittoriche e scultoree di Michele Roccotelli, artista di origine pugliese, non solo a Napoli a Castel dell’Ovo (2013), ma già ad Anacapri nel Chiostro di San Michele appena restaurato, lo incontrammo nel 2012 quando presentò “Fascinazioni di Capri”. Allora scoprimmo come Roccotelli nel disegno dei suoi paesaggi, tra cui la “Marina Grande di Capri”, ci stimolasse nelle sue numerose “Urbe” riferimenti ai pittori futuristi del primo Novecento, come ad esempio al Boccioni della “Città che sale”. Quella stessa estate 2012 conoscemmo anche la sua curatrice Yvonne Carbonaro che presentò nel giardino dell’Hotel San Michele ad Anacapri il suo libro di accurati ricordi “Suggestioni di viaggio”, delle edizioni Albatros. Lo abbiamo poi visto a Capri nella “Galleria Laetitia Cerio”, in “Roccotelli Mediterraneo”, nel 2014, quando rivelò appieno la sua arte mediterranea, nei colori e nel suo amore per il mare.
Michele Roccotelli ha una lunga biografia artistica, ha esposto nelle migliori Gallerie, in Italia e all’estero e Vittorio Sgarbi parla nel 2005 del suo colore acquerellato “seppur pastoso” e dei suoi “paesaggi evocativi “, in “I giudizi di Sgarbi, 99 Artisti”, ed. Mondadori.
Il pittore infatti ci propone col suo radicato entusiasmo, paesaggi favolosi, nostri, dipinti con straordinario uso del colore, disteso con ampie falciature nel cielo, nel mare, sulle barche. I suoi quadri evocano tracce storiche, elementi compositivi della nostra tradizione architettonica cui del resto appartiene in primo luogo il mare da cui egli non può distaccarsi: le baie nascoste, scavate nelle rocce pugliesi o capresi, penetrate o viste dall’alto, talvolta ventose, dipinte con colori vivaci e delicati allo stesso tempo, sfumati, talvolta sgocciolanti, che rivelano una fascinazione profonda, partecipe culturalmente di tutta l’arte del Novecento, dal Cubismo al movimentato Futurismo e all’Astrattismo kandiskiano.
Roccotelli, nato a Minervino Murge, dopo gli studi a Bari e una prima frequentazione alla Facoltà di Architettura, trovò la sua passione e cominciò ad esporre nel 1968 nelle più autorevoli Gallerie Italiane, cito la MAMBO di Bologna guidata dal critico Franco Solmi che l’ebbe in grande considerazione e tornava a chiamarlo frequentemente. Frattanto prese ad esporre in Gallerie straniere: nel 1985 esponeva a Bruxelles e continuando in Europa, in Germania e in Austria, più volte insignito di importanti premi. Nel 1988 espose ad Ottawa e poi in altre città americane ed in Asia.
Le sue conoscenze culturali, considerati i suoi studi, il suo sentire, profondamente radicato e ispirato dall’ amore per i suoi luoghi e per la nostra tradizione trasmessa nei secoli, hanno contribuito alla formazione della sua personalissima maniera che lo rivela ammaliato non solo dalla natura edai suoi colori ma anche dagli elementi decorativi architettonici e scultorei, alcuni tipici della tradizione pugliese che egli riporta con straordinaria fantasia nei suoi oli e nelle sue tempere, ma anche nelle ritrovate vecchie finestre, grandi o piccole, riproposte con decorazioni fantastiche e nelle sue creazioni scultoree, in cui utilizza frammenti di materiali dismessi trasferendoli in straordinari oggetti d’arte che abbiamo visto in mostra al Castel dell’Ovo dove con le sue carte dipinte, riproposte come stoffe, realizzati abiti invidiati dalle giovani donne presenti, si è svolta anche una deliziosa sfilata curata dalla stilista Maria Mauro, accompagnata dalle musiche di Tiziana Portoghese e Francesco Palazzo.
Nel bel Catalogo “La Camera delle Meraviglie”, realizzato, a cura di Yvonne Carbonaro, dalla POOYA, Litopress, oltre alle riproduzioni numerosissime e vivide, accompagnate spesso da poesie, sono in evidenza gli scritti critici, non solo di Sgarbi e di Solmi ma anche di autori presenti al vernissage come Antonio Filippetti, di ritorno dall’Inghilterra dove ha presentato per i 25 anni (1991/2006) della sua Rivista on line “Arte e Carte” la bella e ricca Edizione Speciale “Arte&Arte,immagini percorsi utopie della cultura contemporanea” già presentata a Napoli, all’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici. Filippetti paragona Roccotelli a Montale, scrivendo che il pittore “rivive e rielabora la parabola ”mediterranea di Montale…riprendendo la tematica montaliana in termini al tempo stesso pittorici e poetici”.
Il ricco Catalogo curato da Yvonne Carbonaro, si apre con la presentazione dell’Assessore alla Cultura Nino Daniele e Yvonne Carbonaro; seguono gli interventi critici di Vittorio Sgarbi, di Ugo Piscopo, Nicola Pice, Nicola Viviani, Antonio Filippetti, Lino Patruno. Seguono ancora le testimonianze di Francesco Giorgino, Sergio Rubini e le presentazioni alle sue Mostre di Mimma Pasculli Ferrara, Stefania Suma, Clementina Gilly Reda, Raffaele Nigro, Massimo Bignardi, Giorgio Segato, Alessandra Redaelli, Alberto Bevilacqua, Franco Solmi, Gianni Pisani, Nicola Viviani, Lino Patruno, tutti noti studiosi e critici d’arte che hanno seguito il pittore nelle sue ricerche ed espressività artistiche.
Maria Carla Tartarone,
2016-09-11

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Fonte: http://www.arteecarte.it/
Articolo di: Maria Carla Tartarone
Foto: Tea Francioso ©

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